Mozambico

AGAPE collaborava ormai da alcuni anni con le Suore Scalabriniane in Brasile quando è venuta a conoscenza di una piccola missione gestita dalla loro congregazione a Ressano Garcia, in Mozambico.

La fiducia maturata negli anni di lavoro al loro fianco ci ha spinti a realizzare un primo sopralluogo nel 2005. Ci siamo trovati di fronte ad una realtà di confine, di frontiera, una piccola missione di suore che con grandi difficoltà si occupava di 50 bambini orfani e abbandonati, della distribuzione di alimenti e farmaci alla comunità di Ressano Garcia e nelle cinque comunità limitrofe sparse nella savana, dell'accoglienza e recupero di migranti mozambicani che erano stati forzatamente rimpatriati dalla polizia sudafricana.

In queste suore abbiamo trovato un partner affidabile, capace, aperto al confronto e con una grande voglia di crescita e di sviluppo, con cui poter collaborare e realizzare progetti ed iniziative a lungo termine.

Sono stati anni di dialogo e confronto, alle volte anche aspro, di conoscenza reciproca, di scambio, di crescita, un lungo periodo durante il quale ci siamo reciprocamente studiati, ci siamo messi alla prova e abbiamo immaginato, disegnato, costruito progettualità comuni. Nel corso degli anni abbiamo assistito, insieme, ai cambiamenti sociali ed economici, abbiamo cercato di studiarli, di comprenderli ed insieme abbiamo modificato le nostre mission, i nostri approcci di lavoro, rendendo sempre più protagonisti i nostri beneficiari. Abbiamo lavorato e lavoriamo al loro fianco per farle diventare sempre più autonome economicamente.

Ressano Garcia è una realtà difficile da vivere e da raccontare, una zona di confine, a rischio desertificazione in cui il suolo è di natura pietrosa e le falde idriche sono instabili. Il 25% della popolazione di Ressano Garcia versa in una condizione di insicurezza alimentare, il 20% della popolazione è affetta da HIV, la copertura sanitaria dell'area è ancora molto bassa, non ci sono opportunità occupazionali, secondo il Governo locale circa 1/4 della popolazione della città è vulnerabile socialmente ed economicamente. Negli ultimi 15 anni l'AIDS ha sterminato un'intera generazione genitoriale e le suore si sono adoperate per accogliere e accudire i bambini rimasti orfani. È in questo contesto che abbiamo cominciato ad operare, all'inizio soltanto attraverso il sostegno a distanza, per poi passare a progetti di sviluppo, costruzione di pozzi, scuole, orti comunitari, abbiamo lavorato con le suore per definire dei percorsi formativi per i ragazzi più grandi, la panetteria, gli allevamenti, il laboratorio di artigianato, la falegnameria. Abbiamo cominciato ad accompagnare i ragazzi più grandi nell'orientamento scolastico e universitario e cerchiamo di costruire insieme a loro dei progetti opportunità personalizzati (professionali o scolastico-universitari). Negli ultimi quattro anni abbiamo cominciato a lavorare anche su progetti di autonomia rivolti alle organizzazioni locali. Le organizzazioni mozambicane con cui abbiamo cominciato in questi anni a lavorare a Ressano Garcia, Maputo, Nampula ci chiedevano di poter diventare più indipendenti dalle organizzazioni internazionali ed è proprio partendo dalle loro richieste che è nato INDIPENDIAMOLI, un progetto di capacity building che ha come obiettivo il rafforzamento delle conoscenze e competenze in project cycle management, fundraising, campaign e networking degli enti mozambicani e delle congregazioni religiose che sui territori di riferimento agiscono. Le organizzazioni vengono accompagnate nell'analisi di contesto e dei bisogni dai "Pelos e nao Para" un gruppo di giovani attori di Maputo e Ressano Garcia che utilizzano il Teatro dell'Oppresso.

Nel corso degli anni sono stati attivati diversi progetti di microcredito rivolti a giovani, comunità ed organizzazioni, e dall'anno scorso abbiamo avviato un programma di sviluppo con focus la salute materno infantile nel Distretto di Xai Xai.

In Mozambico stiamo cercando di consolidare reti di relazioni, di costruire network e realizzare progetti con un alto livello di sperimentazione, per predisporre modelli di lavoro e di risposte ai bisogni molto concrete ed efficaci.